Allora Leandro si tuffava nelle acque rigonfie e teneva a mente la bella fanciulla amata. C'erano le tenebre: senza indugio il temerario Leandro nuotava nel mare buio. La luna offriva al fanciullo una luce tremula. Con grande coraggio Leandro arriva alle vicine spiagge di Sesto, e vede Ero, la bella fanciulla amata. La fanciulla riceve Leandro con un abbraccio e dà dei baci al fanciullo, poi consegna al fanciullo un mantello di lana e asciuga la capigliatura bagnata. Sorge l'aurora: Leandro si congeda dalla fanciulla e, controvoglia, ritorna ad Abido. Successivamente Leandro torna di nuovo da Ero. Si tuffa nel mare: le braccia stanche si trascinano a stento per le vaste acque. La fanciulla amata tiene una torcia ed illumina le coste della Tracia ed attende l'amato Leandro, ma all'improvviso un vento violento spegne la fiamma e Leandro non vede le coste: così il fanciullo sventurato viene sommerso dalle acque. La fanciulla triste si dà la morte. Leandro ed Ero sono separati per l'eternità dal mare.
Tum Leander tumidis undis mergebatur et pulchram dilectamque puellam commemorabat ...
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- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LATINO A COLORI - versioni latino tradotte
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