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Duodequadraginta annos tyrannus Syracusanorum fuit Dionisyus, cum quinque et viginti annos natus dominatum occupavisset. Servitute oppressam tenuit civitatem. De hoc homine a bonis auctoribus sic scriptum accepimus, fuisse virum acrem et industrium, maleficum tamen natura et iniustum. Qui cum abundaret et aequalium familiaritatibus et consuetudine propinquorum, credebat eorum nemini, sed quibusdam convenis et feris barbaris corporis custodiam committebat. Ita propter iniustam dominatus cupiditatem in carcerem quodam modo ipse se includerat. Quin etiam ne tonsori collum committeret, tondere filias suas docuit. Ita sordido ancillarique artificio regiae virgines, ut tonstriculae, tondebant barbam et capillum patris. Et tamen ab ipsis, cum iam essent adultae, ferrum removit istituitque ut cadentibus iuglandium putaminibus barbam sibi et capillum adurerent.
Dionigi fu tiranno dei Siracusani per trentotto anni, da quando all'età di venticinque anni si impadroni del potere. Mantenne la città oppressa con la schiavitù. Riguardo a quest'uomo abbiamo appreso così scritto da eccellenti storici, che fu un uomo violento e operoso, tuttavia malvagio per natura, e ingiusto. Il quale, poiché abbondava sia delle amicizie dei contemporanei, sia dell'intimità dei parenti, non dava credito a nessuno di loro, ma affidava la custodia del corpo ad alcuni forestieri e a rozzi stranieri. Così, a causa dell'ingiusta avidità di potere si era come autorecluso in carcere. Anzi, per non affidare il collo al barbiere insegnò alle sue figlie a far la barba. Pertanto, con una attività umile e servile, le principesse tagliavano i capelli e la barba del padre come delle misere barbiere. E tuttavia quando ormai divennero adulte, allontanò il ferro (il rasoio) da loro stesse e decise che gli bruciassero la barba e i capelli con gusci vuoti di noci.
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Caligola e Claudio
Versione di latino di Eutropio
LIBRO La lingua dei romani vol. 2
Traduzione
A Tiberio successe C. Cesare, soprannominato Caligola, nipote dello stesso Tiberio, scelleratissimo e molto funesto. Intraprese la guerra contro i Germani e non si comportò per niente valorosamente. Poiché si accanì contro tutti con ingente avarizia, crudeltà e dissolutezza, fu ucciso nel Palazzo a ventinove anni, dopo tre anni, dieci mesi e otto giorni di impero. Dopo questo ci fu Claudio, zio paterno di Caligola, figlio di Druso. Questi governò mediocramente, facendo molte cose tranquillamente e moderatamente, altre crudelmente e scioccamente. Portò guerra alla Britannia, che nessuno dei Romani aveva toccato dopo C. Cesare. Aggiunse all'Impero Romano altre altre isole oltre la Britannia che sono chiamate Orcadi, impose poi a suo figlio il nome di Britannico. Egli visse 64 anni, governò 14 anni. Dopo la morte fu consacrato e divinizzato.
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Regulus adversus tres imperatores, Hasdrubales duos et Hamilcarem, bellum atrocissimus gessit, in quo Romani Carthaginiensium septendecim milia necaverun, ceperunt autem quinque milia cum decem et octo elephantis. Oppida tunc octoginta Romanis se dederunt. Carthaginienses bellis et cladibus fracti ad pacem inclinabant, sed Regulus duras et intolerabiles condiciones imposuit. Quare Carthaginienses magnas copias comparaverunt quibus Xanthippum ducem Lacedaemonium, praefecerunt. In memoabili pugna ingens Romanarum virium ruina et clades fuit; nam triginta milia Romanorum ceciderunt, Regulus, fortissimus dux, cum quingentis viris, captus est (fu preso) atque anno ab Urbe condida quadringentesimo nonagesimo octavo, anno belli nono, clarum triuplum Carthaginiensibus praebuit.
Regolo contro tre imperatori i due asdrubale e amilcare, fece una guerra atrocissima, in cui i romani uccisero 17000 cartaginesi, ne presero 5000 con diciotto elefanti. allora la città si dette ai romani. i cartaginesi abbattuti per guerre e sconfitte volgevano alla pace ma regolo impose condizioni dure e intollerabili. perciò i cartaginesi prepararono grandi milizie a cui misero a capo santippo comandante di sparta in una memorabile battaglia; ingente fu la rovina e la sconfitta degli uomini romani. infatti morirono 30000 romani; regolo, comandante fortissimo fu preso con 500 uomini e nell'anno 498 dalla fondazione della città, nel nono anno della guerra fornì ai cartaginesi un illustre trionfo.