De Eumene Antigonus, cum solus constituere non auderet, ad consilium rettulit. Hic omnes primo perturbati admirabantur non iam sumptum esse supplicium de eo a quo tot annos adeo essent male habiti...liberosque eius deportaverunt.
Antigono, non osando decidere da solo, delegò all'assemblea in merito a Eumene. Allora tutti inizialmente perturbati si meravigliavano del fatto che non era stato ancora assunto il supplizio da colui dal quale per tanti anni erano stati considerati in modo negativo a tal punto, da essere stati spesso indotti alla disperazione; poi temevano che, fino al momento in cui eumene vivesse, questi stessi sarebbero potuti essere sicuri. Antigono, conosciuta la volontà del consiglio, tuttavia si lasciò un lasso di tempo per decidere. Allora in verità, temendo ormai che l'esercito dall'editto scaturisse tali cose, vietò a ciascuno di andare da eumene ed ordinò che non gli fosse portato il pasto quotidiano. Infatti diceva che non avrebbe apportato aiuto a costui, che talvolta era stato amico. Questi tuttavia spossato dalla fame non più di tre giorni, essendo mosso l'accampamento, senza che Antigono lo seppe, fu sgozzato dalle guardie. Così eumene a 45 anni, catturato non grazie al valore di Antigono, ma grazie allo spergiuro dei Macedoni, ebbe una tale fine della vita. Antigono invece consegnò ai parenti di costui Eumene morto affinché fosse seppellito. Questi lo seppellirono con un funerale militare ed onesto, con il corteo dell'esercito, e deportarono in Cappadocia le sue ossa alla madre alla moglie e ai figli.
(By Maria D. )