Ad id dicebant censor moribus regendis creatus? Cui sarta tecta exigere sacris publicis et locare tuenda more maiorum traditum esset, is per sociorum...
Per questo, dicevano, fu eletto il censore per reggere i costumi? Si tramanda che da loro si esigeva la riparazione dei tetti dei luoghi sacri pubblici e dare in appalto le cose da tutelare secondo il costume degli antenati, questi distruggendo i templi lungo le città degli alleati e depredando i tetti dei templi sacri vagava! E visto che, se avesse fatto ciò negli edifici privati degli alleati, sarebbe potuto sembrare indegno, egli faceva ciò demolendo i templi degli dèi immortali, e vincolava il popolo romano mediante la religione, edificando sulle rovine dei templi i templi, come se quegli stessi dèi dovunque non fossero immortali, gli uni dovessero essere adorati e adornati con le spoglie degli altri! Mostrando, prima che fosse stato riferito, cosa sentissero i padri, fatta la relazione tutti se ne andavano con una sola sentenza, affinché quelle tegole da riportare fossero ricollocate nel tempio e si facessero i sacrifici espiatori a Giunone. Queste cose, fatte con cura, appartenevano alla religione; gli appaltatori annunciarono che le tegole erano state abbandonate nell'area del tempio, perché nessun artista poteva riprendere la motivazione di riporle.
(By Maria D. )
Versione tratta da Livio