Ut Sibylla dixerat, descensus in Avernum facilis erat...
Come la Sibilla aveva detto, la discesa nell'averno era facile: la porta dell'atrio di Dite era aperta giorno e notte; ma a pochi era concessa la possibilità di tornare e di uscire verso la luce. Tramite la Sibilla, in verità, il pio Enea aveva saputo quali cose bisognava eseguire. Prima di tutto bisognava raccogliere il ramo d'oro, che si nascondeva in un albero opaco, per essere dato in dono a Proserpina; poi il corpo esanime dell'amico di Enea da seppellire, che contaminava tutta la flotta, giaceva a terra: pertanto Enea lo doveva porre nel sepolcro. Poi doveva condurre il nero bestiame come primo sacrificio espiatorio. La sibilla Cumana disse che in tal modo Enea avrebbe osservato i boschi e i regni inaccessibili ai vivi della Stige.
(By Maria D.)