Bias navem conscenderat hominum impiorum, qui continenter inter se iurgabant et diis maledicebant. cum navis magna procella iactaretur et dii ab illis invocarentur: "Silete", inquit, "ne dii sentiant vos navigare in hac nave". nam ab antiquis putabatur periculosum navigare aut iter facere aut habitare cum impiis. imperator Antoninus Pius hanc praeclaram Scipionis sentetiam saepe in ore habebat: Melius est unum civem servari, quam mille hostes necari". nulla est enim victoria quae sine sanguine comparetur; sed multi duces, dummodo hostes profligentur, vitam suorum militum neglegunt. Alexander Magnus, interrogatus ubi thesauros collocare soleret: "Apud amicos", inquit; scimus enim amicos ab eo liberalissime et magnificentissime tractatos esse. idem, cum interrogaretur cur Iudis Olympicis non interesset: "interessem", dicebat, "si reges cum regibus ibi certarent".
Era salito, Biante sopra una nave di uomini empi, che litigavano continuamentre fra loro e offendevano gli dei. Allorché la nave fu attaccata da una grande tempesta e gli dei furono da loro invocati "state zitti" disse " cosicchè gli dei non scoprano che navigate in questa nave". Infatti gli antichi giudicavano pericoloso navigare, percorrere la strada insieme o abitare con gli empi. - L'imperatore Antonino Pio aveva sempre sulla bocca questa frase celebre di Scipione: "E' meglio salvare anche un solo concittadino che uccidere 1. 000 nemici". Non esiste alcuna vittoria che si ottenga senza sangue; ma molti comandanti, pur di sconfiggere i nemici, tengono in poco conto la vita dei loro soldati. Alessandro Magno, richiesto di dove fosse solito riporre i tesori, disse: "Presso gli amici"; sappiamo infatti che gli amici erano da lui trattati con il massimo di liberalità e magnificenza. Lo stesso, interrogato sul perché non partecipasse ai giochi olimpici, diceva: " parteciperei se ivi gareggiassero re con i re".