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Iamdiu, patres conscripti, in his periculis...in fronte uniuscuiusque quid de re publica sentiat.
Già da tempo, padri iscritti, siamo versati in tali pericoli e insidia di una congiura; molti di voi non se ne sono ancora accorti. Se Catilina sarà giunto nell'accampamento di Manlio, alla fine la sua congiura sarà manifesta. Ma ucciso solo questo a Roma, in breve tempo saremo liberati dalla preoccupazione e dal timore, come credo, ma il pericolo della congiura rimarrà con i suoi alleati e sarà incluso profondamente nelle vene e nelle viscere dello stato. Se dunque costui si sarà allontanato dalla città e avrà condotto via con sé tutti i suoi, verrà estinto e distrutto il seme degli altri nomi. Per tale ragione si allontanino i disonesti, si escludano dai buoni, si riuniscano in un sol luogo, siano poi separati da noi mediante il muro, che ho già spesso menzionato; smettano d'insidiare il console in casa sua, di circondare il tribunale del pretore urbano, assediare con le spade la curia, di preparare le fiaccole per l'incendio della città; sia infine iscritto sulla fronte di ognuno cosa senta in merito allo stato.
(By Maria D. )
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Genus hoc est ex essedis pugnae. Primo bellatores per omnes partes perequitant et tela coniciunt atque ipso terrore equorum et strepitu rotarum hostium ordines perturbant. ...recipere consueverint.
Questo è il genere di combattimento dai carri. In un primo momento i guerrieri cavalcano per tutte le direzioni e gettano le armi da getto e sconvolgono le file dei nemici con lo stesso terrore dei cavalli e lo strepitio delle ruote. Poi, nel momento in cui s'insinuano tra gli squadroni dei cavalieri, scendono dai carri e combattono a piedi. Frattanto L'auriga si ritira un po' dalla battaglia e collocano i carri non lontano così, che, se i guerrieri sono pressati dalla moltitudine dei nemici, sono in grado di avere (hanno) una ritirata senza impaccio presso i loro. Così durante le battaglie garantiscono la mobilità dei cavalli, la stabilità dei fanti e grazie alla pratica quotidiana e all'esercitazione rendono tanto, da abituarsi a sostenere i cavalli imbizzarriti in un luogo in declino o in pendio a moderare a piegare a percorrere con il timone a reggersi sul giogo e da lì ritirarsi molto velocemente sui carri.
(By Maria D. )
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Cuidam interroganti qua hora oporteret esse...
Ad un tale che chiedeva a che ora fosse necessario essere (sustentarsi) Diogene disse: "Se qualcuno è ricco sia quando vuole; se è povero, quando può". Diogene, una volta essendo solo e triste e avendo visto una specie di civetta che correva qua e là e che mangiava le briciole disse: "Questa civetta si accontenta di poco non desidera la convivenza con alcuno (di alcuno)"; e allora questo stesso iniziò a ritrarsi. Aristippo avendo detto a Diogene mentre a Siracusa lavava la verdura: "Se volesse adulare Dionisio, non avrebbe mangiato queste cose: Diogene rispose: "Anzi se tu volessi mangiare tali cose, non aduleresti Dionisio". Durante la prima guerra punica il Console Appio Claudio essendo stato informato che non voleva mangiare i polli sacri, perché era considerato un infausto auspicio: disse: "visto che non vogliono mangiare, Bevano!". E ordinò subito che questi fossero gettati in mare. Poi la flotta essendo stata sconfitta, la strage fu attribuita a quell'infausto auspicio e alla scrupolosità non tenuta in conto. Raccontano che Zeusi, il famosissimo pittore, una volta dipinse un fanciullo che portava l'uva tra le mani. Ma gli uccelli volando verso la tavoletta per mangiare l'uva, disse molto adirato alla propria opera: "Sarebbe stato meglio che fosse stata dipinta l'uva che il fanciullo: infatti gli uccelli hanno creduto che l'uva fosse vera e hanno desiderato mangiarla, non hanno invece temuto il fanciullo".
(By Maria D. )
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Alexander Magnus in Graeciam descenderat...vellem esse Diogenes!».
Alessandro Magno era disceso in Grecia ed era giunto a Corinto essendo giunti lì moltissimi scrittori e filosofi per salutarlo, sperava che anche Diogene, che allora abitava a Corinto, sarebbe giunto presso di lui. Ma quello non volendo per nulla soddisfare la volontà del re, egli stesso andò a visitare Diogene. Avendolo trovato che si riscaldava (se ne stava al sole) chiese: "Cosa mai vuoi da me". Io in verità sono pronto a tutte le cose che vuoi fare". Allora Diogene: "Vorrei solo questo: che tu discenda un pochino, per non offuscarmi il sole". Raccontano che Alessandro non si adirò; anzi, ammirando tanta libertà, esclamò: "Io in verità, se non fossi Alessandro, vorrei essere Diogene".
(By Maria D.)
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Magnitudo balneorum pro copia hominum fieri debet; ad balneorum autem dispositionem, primum eligendus locus est quam calidissimus, id est ad meridiem versus....
La grandezza dei bagni deve essere costruita in proporzione degli uomini; inoltre per la disposizione dei bagni, in primo luogo deve essere scelto un posto il più caldo possibile, cioè verso sud. I calidari e i tepidari abbiano la luce da sud ovest ma se la natura del luogo non lo consente per lo meno a mezzogiorno poiché il tempo del bagno è fissato da mezzogiorno alla sera. E parimenti si deve avere l'avvertenza che i bagni caldi delle donne e quelli degli uomini siano posti (giacenti) vicino; così l'acqua potrà essere scaldata dal comune calorifero sotterraneo. Si devono costruire sopra il calorifero sotterraneo tre vasche di bronzo, una per il bagno caldo, l'altra per il bagno tiepido, la terza per il bagno freddo, e si devono collocare in modo tale che quanto di acqua sgorga dalla vasca per il bagno tiepido verso quella per il bagno caldo, la medesima quantità scorre dalla vasca per il bagno freddo a quella tiepida. Al bagno tiepido deve essere collegato il sudatorio e lo stesso è opportuno che sia costruito a norma di compasso affinché la forza della fiamma e del vapore acqueo circoli dal mezzo attraverso tutti gli arrotondamenti della curvatura.