Terrarum glebae arescunt, scatebrae exsiccantur et in lacunis rara vena aquae relinquitur: hora est caniculae. Agricolae in umbra plantarum quiescunt et iamdiu beneficam pluviam desiderant; pigrae capellae raras aridasque stipulas ruminant et ferae in frigidis speluncis immotae iacent; in silvis tacent merulae et lusciniae, solum stridula cicada de alta tiliae coma canere non desinit. Canicula grata est lacertis, nam a lacertis horae meridianae in fervidis petris aguntur; ab advěnis autem horae vespertinae exspectantur, cum via auris refrigeratur. Attamen naturae opera non remittit: nam impigrae formicae adsidua cum sollertia per terrae rimas parvas micas aut festucas in cella penaria congerere non intermittunt, cum interea in agris aristae flavescunt et in vineis uvae paulatim maturescunt.
L'opera della natura non desiste mai
Le zolle della terra si disseccano, le sorgenti si asciugano e nelle lagune rimane una flebile venatura d'acqua: è il tempo della costellazione estiva. I contadini si riposano all'ombra delle piante e e già da tempo desiderano la benefica pioggia; le pigre caprette ruminano gli steli aridi e radi e le fiere giacciono immobili nelle fresche spelonche; nelle selve tacciono i merli e gli usignoli, soltanto la stridula cicala non smette di cantare dalla chioma di un tiglio. La costellazione estiva è gradita alle lucertole, infatti dalle lucertole sono trascorse le ore pomeridiane sulle calde rocce (le lucertole trascorrono le ore pomeridiane sulle calde rocce); dagli stranieri invece sono attese le ore serali, quando la via è riscaldata dall'aria. Tuttavia l'opera della natura non desiste: infatti le sollecite formiche con assidua operosità non smettono di ammucchiare tra le fessure della terra le briciole o gli steli nella dispensa, mentre le spighe biondeggiano e i grappoli d'uva a poco a poco maturano nelle cantine.
(By Maria D. )